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Marzo 22, 2021

Artigianato e morte: Tapinu de mortu, un traghetto per l’aldilà.

Rarissimi prodotti tessili della tradizione artigianale sarda.

L’arte tessile sarda rappresenta un patrimonio immenso nel panorama dell’artigianato italiano, sull’isola persistono tradizioni millenarie portate avanti con coraggio dagli artigiani del luogo. In questo articolo parliamo di un particolare tipo di prodotto tessile della tradizione sarda il Tapinu de mortu ovvero “tappeto del morto”.

Ma per capire meglio di cosa parliamo è necessario tornare indietro nel tempo quando la morte era altro un semplice passaggio della vita stessa, la tappa un di ciclo continuo che inizia prima della nascita e prosegue dopo la morte.

Oggi siamo portati a pensare alla vita con un segmento temporale che inizia con la nascita e finisce con la morte ma un tempo lo scorrere dell’esistenza era considerato un ciclo infinito. Alla donna spetta il compito di accompagnare l’umanità durante i passaggi fondamentali della vita, la nascita e la morte. Attraverso il gesto della tessitura le sapienti mani della donna realizzavano la calda coperta che avvolgeva il nascituro e il drappo che accompagnava il defunto nell’aldilà.

Mani abili e instancabili hanno intessuto questo tipo particolarmente raro di prodotto tessile che in Sardegna veniva usato per la veglia funebre. Il defunto vi veniva adagiato e compianto, il tappeto tramite una specifica simbologia aveva la funzione di propiziare un passaggio nel luogo dei morti.

Il tapino de mortu di cui sono conosciute pochissimi esemplari è un artefatto che raccoglie in sé riti e credenze pagane parallele a quelle cristiane per questo pare evidente che questa tradizione affondi le sue origini nei millenni e sia sopravvissuta all’avvento della religione crisitina sull’isola. Il trapassato deposto su questa sorta di coperta veniva vegliato dalle attittadoras, le donne che tramite un canto in rima raccontavano la vita e ne piangevano la morte.

Le figure rappresentate servivano ad accompagnare il defunto nell’aldilà: uno dei simboli ricorrenti è l’albero della vita che rappresenta il ciclo mutevole dell’esistenza. Le radici simboleggiano la terra, il tronco l’acqua e i rami l’aria; la mutevolezza dell’esistenza era il punto cruciale di queste credenze non la durata e il termine.

Altra simbologia sono i cervi spesso in coppia che fungono da traghettatori dell’anima del defunto che doveva essere sospinta nell’aldilà per evitare che a tornasse a tormentare i vivi. Simboli di vita e morte presenti in simbiosi tra loro come dee madri partorienti e uccelli. Le linee a zig zag, spesso presenti, rappresentano lo scorrere dell’acqua e quindi dell’esistenza, acqua su cui veniva trasportato nel suo viaggio al di là dell’esistenza terrena.

Un'ultima curiosità: questo particolare tappeto era un artefatto di pregio ed era parte del corredo della sposa, così prezioso che si pensa venisse prestato nei momenti del bisogno e reso ai legittimi proprietari dopo l’uso.

Oggi conosciamo pochissimi esemplari di questo peculiare oggetto, la maggior parte è esposta in Sardegna, possiamo ammirarli presso il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, il Museo Sanna a Sassari e al Museo Etnografico Sardo di Nuoro.

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