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Aprile 27, 2021

HANDMADE STORIES N°5 - Veronika Wick

Oggi per il nostro consueto appuntamento con la rubrica di Handmade Stories siamo con Veronika Wick. Ciao Veronika, rompiamo subito il ghiaccio con la domanda di rito: come ha iniziato questa bellissima avventura?

La mia storia inizia quando sono venuta in Italia per studiare restauro delle opere d’arte su carta. Una passione nata per la passione dei libri e di tutte le sue sfaccettature. Una passione che si lega indissolubilmente a Firenze, città dove il mio mestiere è nato e si è affermato. Mi sono anche specializzata nei manoscritti del ‘300 e ‘400 e quindi su questo ho iniziato a lavorare, con passione e determinazione.

Lo Studio Wick invece come nasce?

La storia dello studio invece è più recente. Nasce dalle richieste che spesso avevo di allargare la mia attività con album e con le opere che voi stessi avete su Artiopia. Così 2 anni fa ho deciso di allargare la mia attività inserendo anche questo progetto. Un progetto che unisce modernità a capacità tecnica. Questo mi ha portato a conoscere un mondo più creativo e innovativo, fantasioso, rispetto al classico restauro. E devo dire la verità: questa novità mi piace e mi ha portato ad esplorare un’altra parte di me.

Cambiare anche all’interno della propria attività, come nel caso dello studio, è questa la chiave per guardare con ottimismo al futuro?

Come sapete, io ho 53 anni, ormai quasi 54, e molti credono che arrivati ad essere affermati nel proprio mestiere ci si può adagiare su quello che siamo. Non è così. Oggigiorno è difficile, soprattutto qui a Firenze, il mondo per noi artigiani. Ma la chiave è non fermarsi, innovarsi ed andare continuamente avanti. Sfruttare tutto per essere visibili e non fermarsi su nessun alloro. Il terreno è difficile ma l’artigianato è nato qui, a Firenze e in Italia, ed è apprezzatissimo fuori d’Italia. Su questo va puntato. Su questo e sull’educazione all’apprezzamento della qualità e dell’artigianato.
Un esempio di questa sfida. Il mondo dell’online. Quest’anno ci è servito anche per capirlo. E lo abbiamo fatto. Questa è la sfida principale per il futuro dell’artigianato.

Un anno, come ci hai appena raccontato, difficile. Ma come ci si può alzare? Cosa possiamo e dobbiamo fare?

L’artigianato si alzerà solo se il sistema Italia punterà davvero su di esso e deciderà di aiutarlo. Dal sindaco alle autorità nazionali. L’artigianato spesso è utile alle istituzioni, a vantarsi per il turismo che porta, ma per averlo va sostenuto davvero. Lo si deve conoscere, si deve sapere che è composto da piccole realtà che lavorano nell’ombra e che vanno avanti nonostante tutto. Le chiusure saranno forse tante, ma noi non ci possiamo arrendere. Bisogna difendere l’artigianato vero e non quello solo di facciata che nasconde ben altri mercati e produzioni. Bisogna dare visibilità agli artigiani e far vedere al mondo cosa sia davvero la qualità. Solo così potremmo davvero fare qualcosa per garantire loro un futuro. Il futuro della storia e della qualità. È politica pura.

Grazie Veronika anche per tua chiarezza. Torniamo romantici. Quale può essere il tuo pezzo preferito?

Non esiste un pezzo unico preferito. Ma posso dire che è la carta e la scrittura a mano che conta nella mia vita. Per questo se proprio devo scegliere vi direi il pezzo “il mio domino”. Il mio domino è un gioco costruito da zero di mattoncini ritagliati a mano e rivestiti di pergamena. Un materiale molto difficile da lavorare ma che ha reso questo oggetto un oggetto unico e prezioso e anche divertente per me. Gioco unito a qualità e il momento vissuto davvero. Il passato, il materiale, che si collega al presente. La tradizione che può arrivare e vincere la sfida verso il futuro.

Che meraviglia. Esiste una lavorazione preferita o più importante nel tuo lavoro?

Non direi. La cosa più bella del mio lavoro è che ogni passaggio è fondamentale e unico. È questo il bello del libro. Non è solo l’estetica, che naturalmente ha un ruolo importante; non solo la praticità del libro, ma anche la meccanica. Ogni passaggio è importante perché un singolo errore e non funziona più il tuo oggetto. Per questo la tecnica è tutta fondamentale e a me piace tutto quello che faccio, ogni singolo meraviglioso passaggio.

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